Attenzione alla pressione! Ma non troppo

Attenzione alla pressione! Ma non troppo

La bella stagione porta con sé un po’ di insidie, soprattutto per le categorie più fragili, come i bambini, le donne in gravidanza, gli anziani, le persone con delle disabilità e quelle che attraversano una malattia. Come fare allora per difendersi dai rischi che le elevate temperature e i tassi di umidità alle stelle possono comportare?

Per quel che riguarda la popolazione degli anziani, qualche indicazione in più rispetto alle prescrizioni classiche legate al periodo estivo, è arrivata dal VII Seminario della Società Italiana di Cardiologia geriatrica (SICGe), tenutosi a Roma il 14 e il 15 giugno scorsi.

Agli anziani che seguono delle cure, soprattutto per via di problemi cardiocircolatori, dovrebbe essere consentito, in alcuni casi, di “allentarle”. I medici cioè dovrebbero valutare la loro età biologica, più che quella anagrafica e rivedere i dosaggi delle terapie. Le pillole per la pressione, per esempio, non sempre sono la strada da privilegiare, quando si ha una certa età. In un individuo senza particolari problemi di salute, il valore pressorio cui tendere è quello di 140 mmHg. Ma cercare di raggiungere valori “normali” dopo i 65 anni può essere controproducente, per gli effetti collaterali che gli interventi messi in atto a questo scopo, potrebbero determinare.

L’ipertensione è certamente da tenere sotto controllo, ma le soglie minime di pressione da considerare come obiettivi da raggiungere dovrebbero essere rivalutate, secondo gli esperti che hanno partecipato al seminario romano. Negli ultrasessantacinquenni si può considerare ragionevole la soglia dei 150 mentre altrettanto “equilibrata” risulta essere quella di 160, nelle persone che hanno superato gli 80 anni. Durante l’estate il caldo eccessivo dovrebbe indurre i medici a modificare le terapie, rendendole quindi più morbide.

Secondo i relatori del convegno, è preferibile orientarsi su questa via, per scongiurare, soprattutto nelle persone in età avanzata, il rischio di ipotensione, cioè l’esatto opposto della temibile ipertensione. Una pressione troppo bassa espone, tra le altre cose, ad un maggior rischio di cadute. Lo stesso discorso vale per chi segue una cura contro l’eccesso di colesterolo nel sangue. Anche in questo caso i medici curanti dovrebbero tenere conto delle condizioni generali del paziente, del suo stile di vita, quindi delle sue abitudini, più che della sua età e considerare le temperature del periodo, al fine di modulare meglio le terapie.


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