L’invecchiamento attivo, una grande risorsa per tutti

L’invecchiamento attivo, una grande risorsa per tutti

La popolazione italiana è sempre più anziana: i bassissimi tassi di natalità registrati negli ultimi anni e l’allungamento della vita media hanno conferito al profilo del nostro paese e non solo, le caratteristiche rughe della saggezza.

Ma quanto siamo saggi nel tutelare gli anziani? Le istituzioni hanno ancora tanto lavoro da fare, in questo senso. 

Gli anziani sono anche le nostre figure di riferimento, lo sono da sempre e oggi il supporto materiale ed economico che offrono ai figli, li investe di compiti e oneri del tutto nuovi. Spesso infatti le famiglie d’origine, funzionano come ammortizzatori sociali nei confronti dei nuclei più giovani, quelli dei loro figli, sempre più spesso alle prese con problemi quali la mancanza del lavoro o la perdita dello stesso. 

Sebbene la vita non sia semplice per questi anziani, tuttavia gli impegni cui sono chiamati, servono in qualche modo a tenerli attivi. 

In questo panorama, tuttavia, una fetta non trascurabile di persone avanti con gli anni vive dei grossi disagi, dovuti quasi sempre alla solitudine e alle difficoltà economiche. L’assenza di figure di sostegno, che possano indirizzare loro verso il cosiddetto invecchiamento attivo è, anche per la società, un grosso svantaggio. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, con l’espressione invecchiamento attivo si intende una serie di pratiche utili ad ottimizzare le risorse delle quali gli anziani dispongono, con lo scopo di migliorarne la qualità della vita.

Raggiungere una certa età è già un bel traguardo, se lo si fa con la consapevolezza delle potenzialità cui si ha ancora accesso, i risultati possono essere sorprendenti.

Leggiamo, frequentemente, di ultrasettantenni che si cimentano in imprese sportive, come maratone o escursioni, ottantenni che raggiungono la laurea, donne e uomini molto avanti con l’età che riscoprono vecchie passioni, come la danza e il canto. Gli esempi sono tanti e rappresentano l’espressione di uno stile di vita ben sintetizzato nelle parole “invecchiamento attivo”. 

Per praticarlo occorre conservare la dinamicità, soprattutto quella mentale, anche semplicemente coltivando la lettura, o dedicandosi alle parole crociate. Giocare a carte può rappresentare un esercizio per la memoria; fare i calcoli aiuta ad impedire l’infiacchimento delle proprie capacità matematiche. Anche occuparsi di qualcuno o dedicarsi ad attività solidali, facendo del volontariato, può essere per un anziano un potente elisir di benessere. 

Anche la formazione rivolta alle persone di una certa età è importante: la possibilità di far lavorare il cervello, imparando qualcosa di nuovo, tiene lontane le malattie neurodegenerative. Naturalmente anche l’ambiente nel quale gli anziani vivono è importante, nel senso che può, più o meno, favorire l’invecchiamento attivo. 

Le istituzioni italiane hanno ancora tanto da fare, a riguardo; come già sottolineato. Intanto è bene che i più giovani si adoperino, già in famiglia, per garantire a genitori e nonni le condizioni migliori per poter invecchiare, restando attivi. 


Condividi:

Iscriviti alla nostra Newsletter