Pantaloni anti cadute

Pantaloni anti cadute

Le gambe a volte possono tradire, soprattutto quando si ha una certa età. Un programma di ricerca italo-americano ha concentrato l’attenzione proprio sulla stabilità precaria delle persone più anziane, quindi sull’aumento del rischio di cadute in età avanzata. Lo studio, finanziato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, ha condotto i ricercatori nel territorio della tecnologia, e ha permesso loro di immaginare, per le persone in età avanzata, un “sostegno” morbido da indossare. 

A lavorare al progetto dal titolo “Prevenzione delle cadute nella popolazione anziana: sviluppo di un esoscheletro morbido, con integrazione di biosegnali muscolari e cerebrali per ridurre l’instabilità della marcia”, come si legge su today.it, l’Università di Padova e la Harvard Medical School. E’ proprio il laboratorio americano ad aver messo a punto l’insolito capo d’abbigliamento. Un pantalone ipertecnologico dotato di piccoli motori meccanici che aiutano le gambe a muovere i passi. Lo speciale indumento è stato progettato in modo da poter anche rilevare, attraverso appositi recettori, segnali di instabilità della marcia e prevenire le cadute. Il pantalone dovrebbe poter essere indossato facilmente e naturalmente avere un peso compatibile con “le possibilità di carico” di chi lo indossa. Un addio al vecchio bastone? Forse.

La promozione dell’invecchiamento attivo passa anche attraverso la tecnologia e l’innovazione. I nuovi strumenti, si pensi anche agli esoscheletri già realizzati, in forma sperimentale (e non solo), per le persone con deficit motori o per chi ha perso uno o più arti, come anche per chi ha la colonna vertebrale danneggiata, sono la risposta che si attendeva da anni, a certi bisogni. 

Nel caso del pantalone anti cadute, si prevede che la collaborazione tra Padova e gli Stati Uniti possa potenziare la sperimentazione in questo senso, rafforzare una progettazione indirizzata alla popolazione più matura. 

L’allungamento della vita media non sempre corrisponde all’accesso, per tutti gli anziani, a condizioni ottimali per vivere la quotidianità. Studi come quello italo americano dovrebbero condurre anche ad una riflessione sui costi di certi dispositivi e sull’opportunità per la sanità pubblica di stare al passo con i tempi. Prevenire le cadute è sicuramente uno degli obiettivi che anche i programmi sanitari pubblici si pongono e tutti gli sforzi istituzionali dovrebbero convergere nel tentativo di garantire a tutti le stesse opportunità. Intanto si attende il perfezionamento e la commercializzazione del “pantalone anti caduta”.  


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