Musicoterapia: che cos’è e quali i suoi benefici

Musicoterapia: che cos’è e quali i suoi benefici

Tutte le popolazioni della Terra fin dall’antichità attribuivano ai suoni e alla musica degli effetti benefici sopratutto sull’umore e sugli stati nervosi. E non solo in occidente. In Cina e in India si attribuiva alle note musicali la capacità di condurre alla guarigione.

Oggi la medicina tradizionale, pur non riconoscendo la musico-terapia come medicina effettiva, ne raccomanda l’applicazione in alcune situazioni patologiche, per alleviare il dolore nei malati allo stadio terminale, per stimolare disabili e persone colpite da gravi traumi, per trattare ansia, depressione e insonnia, nella gravidanza per favorire lo sviluppo fisico e mentale del feto, nei casi di cattiva digestione e di ipertensione.

L’influenza benefica delle note musicali si manifesta sia nell’applicazione passiva, sottoforma di ascolto, sia nella sua forma attiva , con il canto o suonando uno strumento musicale.

Numerosi studi scientifici hanno provato che la musica influisce sul cervello, e quindi sulle attività neuronali, che vengono stimolate e producono le betaendorfine, ormoni del “buonumore”, che hanno una capacità analgesica.

Il corretto approccio alla musico-terapia va indirizzato da un terapeuta che individuata la tipologia di paziente e orienta verso l’ascolto di sequenze determinate di brani musicali che si sintonizzano con lo stato d’animo del paziente e ne stimolano le reazioni. In altri casi, si sceglie il canto o l’uso di uno strumento musicale, coinvolgendo il paziente nella interpretazione dei brani.

Attraverso studi recentemente effettuati risulta che le note musicali e il suono incidono a livello organico con influenza sulla pressione del sangue, sulla circolazione, sul ritmo del respiro e addirittura sui movimenti dell’intestino. Dal punto di vista cerebrale la musica svilupperebbe la concentrazione e in particolare le capacità di calcolo e a lungo andare modificherebbe anche l’anatomia del cervello.

La musicoterapia per pazienti colpiti da gravi malattie neurologiche

Particolarmente interessante a questo proposito quanto scritto dal recentemente scomparso Oliver Sacks, il neurologo-scrittore diventato famoso in tutto il mondo coi i suoi bellissimi libri, che con “Musicofilia”, una delle sue ultime opere, aveva esplorato il complesso rapporto tra musica e cervello. Soprattutto, Sacks, aveva analizzato i benefici che la musicoterapia può portare a pazienti affetti da gravi ed irreversibili malattie neurologiche, come il Parkinson e l’Alzheimer.

In questo video troviamo alcuni concetti fondamentali:

 

 

 

 


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